Fondata nel 1198, il nucleo originario corrisponde all'attuale quartiere di Piazza. Dopo le lotte con il Vescovo di Asti, fu elevata a Diocesi nel 1388 e andò via via acquistando sempre maggiore importanza, tanto da rivaleggiare con Torino. Passata ai Savoia, dal 1560 al 1566, sotto il regno del duca Emanuele Filiberto, fu sede dell'Università e negli stessi anni fu dotata della cittadella militare e vide il sorgere dei nuovi quartieri situati nel piano (Breo e Piandellavalle). Nell'ultimo ventennio del Seicento fu tra le città protagoniste delle guerre del sale. Nell'Ottocento conobbe una significativa crescita industriale: risalgono infatti a questo secolo le nascite delle più importanti industrie della ceramica monregalese. IL CARLEVÈ 'D MONDVÌ Il carnevale di Mondovì si è definito e caratterizzato a partire dalla metà dell'Ottocento, sostenuto dal gran numero di società culturali e ricreative, locali pubblici e teatri che animavano la vita sociale, favorendo vivacità e aggregazione. Da allora si è svolto con regolarità, anche con forme diverse, individuando uno dopo l'altro i personaggi della festa: i lombardi, il Moro con la sua Bela Monregaleisa e la corte, Laura dei Bressani. Non si tenne negli anni più difficili: dal 1914 al 1923, quando infuriò la Prima guerra mondiale a cui seguì l'epidemia di influenza spagnola, poi negli anni '30 per ordine del duce e, dopo una breve parentesi negli anni della Seconda guerra mondiale. Rinacque nel 1949: accompagnati da bande musicali e majorettes, ogni anno carri allegorici e gruppi mascherati sfilano, in un corteo aperto dal Moro, per le vie della città attirando una grande folla di spettatori. IL MORO La maschera di Mondovì, il Moro, e gli altri personaggi del carnevale nascono da una storia che ci è giunta in più versioni, ma che più racconta che l'imperatore di Germania e re d'Italia Ottone I°, con l'aiuto di invincibili lombardi, mosse guerra contro i saraceni presenti in queste terre e soprattutto contro il loro re Moro, colpevole di aver dato ospitalità ad Adelasia, figlia dell'imperatore fuggita con il suo innamorato, lo scudiero Aleramo. Commosso dal ritrovamento della figlia, Ottone I° finì però con il perdonare tutti, lasciando al Moro la signoria sul Monte di Vico (ora Mondovì) e la possibilità di ristabilire negli ultimi giorni di ogni carnevale il proprio possesso su tutto il territorio già dominato dai saraceni. LAURA DEI BRESSANI A metà dell'Ottocento una nuova storia fu aggiunta a quelle che hanno per protagonista il Moro: il re Moro, dando retta ai consigli di un perfido sobillatore, decise di attaccare e saccheggiare Mondovì, ponendo fine ai buoni rapporti fino ad allora tenuti con la città. Al momento dell'attacco il Moro vide venire verso di sé una donna coraggiosa, Laura dei Bressani alla testa di un drappello di uomini. Il Moro rimase affascinato e fu persuaso da quella figura che gli disse: "La mia famiglia, consenzienti i mondoviti tutti, offre la sua ospitalità al nobile amico e le chiavi per tutto il tempo dell'imminente carnevale". La popolazione gioì per la ritrovata concordia e coinvolse i protagonisti in danze di festa. Oggi, ogni carnevale si apre con la consegna al Moro delle chiavi della città da parte del sindaco: per una settimana Mondovì è sua. LA FESTA DEL SANTUARIO E I FEU D'LA MADONA L'origine della festa risale al 1603, quando Mondovì trasferì nel luogo dove era da poco sorto il Santuario di Vicoforte, in onore della Vergine, una fiera che già si svolgeva a Piazza in novembre: come date si scelsero i tre giorni precedenti e i tre successivi alla festività della Natività di Maria (8 settembre). Nel 1610, nel rispetto di un voto formulato per sfuggire ad un'epidemia, si aggiunse alla festa un altro momento importante: i Feu, i fuochi in onore della Madonna. La notte della vigilia le campagne si accesero di falò e a Piazza si alzarono meravigliosi fuochi d'artificio. Da allora ogni anno centinaia di bancarelle affollano le vie e i piazzali intorno al Santuario. La sera del 7 settembre, immancabili da secoli, i fuochi d'artificio illuminano da Piazza il cielo di Mondovì. LE MONGOLFIERE Mondovì è "la città delle mongolfiere", con un porto aerostatico ed un aeroclub monospecialità, sede nel 2009 delle Olimpiadi internazionali del volo (WAG). Intorno a John Aimo, unico istruttore straniero della Federazione inglese dell'aerostatica, è cresciuta negli anni una brillante scuola di piloti locali, ma anche stranieri. Le mongolfiere possono essere usate per voli liberi, da diporto o pubblicitari, trasportando in volo dalle 2 alle 4 persone, e sono seguite a terra da un furgone per recuperare pallone e passeggeri all'atterraggio. In alcune occasioni, come feste e fiere, si realizza invece il "volo vincolato": la mongolfiera, ancorata a terra, sale e scende, mostrando il mondo dall'alto, sia pure a distanza ravvicinata. I palloni possono decollare, a richiesta, da qualsiasi spazio aperto, per sorvolare zone d'interesse artistico e paesaggistico. A John Aimo si deve l'ideazione del Raduno Aerostatico Internazionale dell'Epifania, evento che è giunto nel 2008 alla sua ventesima edizione.
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GIORNALE DI MONDOVI'...

E' uscito il Giornale di Mondovì, giornale unico con ar...

"A SPASSO TRA NATURA E CULTURA"

Domenica 20 maggio a Villanova Mondovì si terrà l’ottava edizione della Passeggiata enogastronomica “A spasso tra natura e cultura”, organizzata dal Comune di Villanova nell’ambito del denso p...

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