Roccaforte conserva molte testimonianze del passato. Tra queste si celano dei veri tesori d'arte, come gli affreschi della Pieve di San Maurizio o il ciclo pittorico quattrocentesco dell'antico convento dei Benedettini.LA PIEVE DI SAN MAURIZIOLa chiesa di san Maurizio è documentata in atti di cessioni datati 1001 e 1011. La primitiva costruzione doveva però limitarsi all'attuale navata minore che fu poi in seguito ampliata con una navata più grande nel corso dello stesso secolo.
La muratura che chiude le due navate è in ciottoli di fiume (Ellero) e omogenea nella fattura, la tipologia è tipica in tutta l'Italia settentrionale.
Il campanile è decorato con due ordini di archetti pensili su tutti i lati e termina con quattro bifore e quattro colonnine a stampella.
All'interno le due navate sono collegate da bassi arconi e la struttura della chiesa attuale risale al 1583.
Molto interessanti sono gli affreschi presenti nella chiesa: risalgono a varie epoche, ma il corpo più consistente è del periodo romanico, tra l'XI° e il XII° secolo.IL SANTUARIO DI SANT'ANNA DI PREAÈ grande interesse, questo piccolo Santuario dedicato a Sant'Anna, perché si tratta dell'unico esemplare di barocco francese negli edifici sacri del Piemonte; edificato in prossimità di un valico alpino, la chiesa era luogo di sosta e di rifugio per i viandanti, i pastori e i pellegrini
Il borgo, abbandonato dai residenti in seguito all'incendio causato dai soldati tedeschi durante la seconda Guerra Mondiale, è rimasto pressoché integro fino ai giorni nostri.ANTICO CONVENTO DEI BENEDETTINIL'edificio, risalente al XV° secolo, costituisce la parte più antica della frazione dei Bertini e fu in epoca medievale convento di frati domenicani o benedettini. Nella balconata che domina il cortile si può ammirare una testimonianza artistica di grande valore: gli affreschi di Giovanni Mazzucco. Sulle pareti esterne, al primo piano, sotto una loggia in legno, sono affrescate, con figure di santi, alcune scene di vita quotidiana e di lavoro dei frati. Spicca la figura del San Cristoforo con il bambino che regge il mondo.I TETTI RACCHIUSII fabbricati rurali a "tetto racchiuso" sono un'altro segno visibile della cultura occitana. Queste costruzioni, probabilmente di origine celtica, sono presenti oltre gli 800 metri ed entro confini ben definiti non solo della zona di Roccaforte, ma nell'ambito di tutte le Valli Monregalesi. Gli edifici si presentano con le due falde del tetto ribassate rispetto ai frontespizi (per questo definito "tetto racchiuso"). Per la loro tipicità e rarità queste opere rappresentano un patrimonio storico importantissimo.
Domenica 20 maggio a Villanova Mondovì si terrà l’ottava edizione della Passeggiata enogastronomica “A spasso tra natura e cultura”, organizzata dal Comune di Villanova nell’ambito del denso p...
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